+39 030 242 4161 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
+39 030 242 4161 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile 2026 il D.L. n. 62 del 30 aprile 2026, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto del caporalato digitale, c.d. “Decreto Lavoro”. Di seguito si illustrano le novità salienti contenute nell’intervento normativo, ricordando che si resta in attesa della dovuta conversione in legge, la quale potrebbe inserire alcune modifiche rispetto a quanto prospettato, ma anche delle opportune e consuete circolari operative, indispensabili per poter correttamente operare.
Nuove misure di decontribuzione
Sono inserite 4 nuove misure di decontribuzione (agevolazioni contributive):
Si fa presente che, per ciascuno dei 4 bonus, si deve realizzare un incremento occupazionale netto, calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei 12 mesi precedenti. Tale condizione, in tutta evidenza, non rende immediatamente certa l’applicazione (e quindi il godimento) delle suddette agevolazioni contributive.
Disposizioni urgenti per la conciliazione tra famiglia e lavoro
E’ introdotto uno sgravio contributivo fino all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026 (alla stregua della certificazione per la parità di genere), un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera.
Salario giusto
Per individuare il salario giusto, si fa oggi riferimento al trattamento economico complessivo (TEC) definito dai CCNL stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, senza che sia definito un salario minimo fissato per legge.
Rinnovi contrattuali
In sede di rinnovo dei CCNL, al fine di non dare spazio alla perdita del potere di acquisto, le parti sociali stabiliscono le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. E’ stabilito che qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice IPCA. Nei settori caratterizzati da elevata stagionalità e variabilità dei ricavi, l’adeguamento di cui sopra non trova applicazione ed è legato a indicatori economici settoriali individuati dalla contrattazione collettiva.
Misure di prevenzione e di contrasto del caporalato digitale
Sono introdotte misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso la verifica dell’identità digitale del lavoratore e il diritto alla trasparenza algoritmica.
Disposizioni in materia di versamento al Fondo di tesoreria e di destinazione del TFR per l’anno 2026
Per i datori di lavoro tenuti, dal 1° gennaio 2026, al versamento del contributo al Fondo di tesoreria, ex art. 1, comma 203, Legge n. 199/2025, è prevista la possibilità di conferire alla previdenza complementare le quote di TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026, entro il 16 luglio 2026, senza applicazione di sanzioni civili.
Maggio 12, 2026
Aprile 28, 2026